Approfondimenti

Microssigenazione e macerazione sono due fasi molto importanti della vinificazione che influenzano la stabilità e la qualità del vino.Entrambi i processi sono legati al contenuto e alle caratteratteristiche dei polifenoli presenti nel vino. Monitorare l’evoluzione di questi composti nel tempo è uno strumento fondamentale nelle mani dell’enologo per gestire al meglio la vinificazione e garantire la qualità del prodotto finito.

Scarica l’articolo “Gestire al meglio la macerazione e la microssigenazione nel processo di vinificazione” per scoprire quali siano i metodi più efficaci per monitorare i parametri che influenzano questi processi e effettuare gli interventi i necessari a ottenere un prodotto stabile e di qualità.

Quando termina la fermentazione?

Quanto zucchero è necessario aggiungere nella fase di priming?

I ricercatori del laboratorio chimico di CDR “Francesco Bonicolini” hanno condotto uno studio sulla produzione della birra con l’obiettivo di:

• comprendere quale sia il metodo migliore per determinare la conclusione del processo di fermentazione
• determinare la concentrazione residua di zuccheri in modo da evitare problemi nella fase di priming.

A questo scopo sono state studiate la evoluzione degli zuccheri fermentescibili e la variazione della densità del mosto durante la fermentazione.

CDR WineLab® offre una soluzione per il controllo della macerazione durante la fermentazione alcolica e della microssigenazione mettendo a disposizione dell’enologo un pannello completo per l’analisi delle caratteristiche e dell’andamento dei polifenoli.
Impiegando CDR WineLab® in collegamento con il sistema per la gestione della microssigenazione, composto dal software MoxEeasy e dal sistema per l’automatizzazione ed il controllo della cantina SAEn 5000, l’enologo ha a disposizione un potente strumento “integrato” di esecuzione e controllo di questo processo.

La campagna olearia 2018/2019 si può considerare conclusa anche per quest’anno e, come fatto gli altri anni, possiamo commentare i risultati delle analisi effettuate su alcune decine di campioni provenienti da varie zone della Toscana. Inoltre abbiamo realizzato un piccolo studio per saperne di più sulla determinazione del giusto periodo di raccolta nel caso di un oliveto eterogeneo che presenta più cultivar.

Il riutilizzo dei lieviti richiede un’attenzione particolare per l’efficienza delle cellule recuperate, al fine di accertare la quantità di sedimento necessaria per ottenere una fermentazione adeguata al tipo di birra che si desidera produrre.
Per questo è necessario determinare il numero di cellule vive nel sedimento di lievito disponibile per il riutilizzo, ma non è abbastanza.
È importante valutare il lievito recuperato in termini di VITALITÀ.
L’analisi della vitalità indica la salute delle cellule di lievito, permettendoci di accertare fino a che punto le cellule sono in grado di nutrirsi e riprodursi in modo che la fermentazione alcolica possa avvenire.
Scopri di più sulla vitalità del lievito e quali sono i metodi per determinarla.

In che modo la determinazione dell’azoto prontamente assimilabile e dell’acido gluconico influisce sulla fermentazione alcolica nel processo di vinificazione?
Per informazioni approfondite su questo tema importante, clicca e leggi WINEMAKING IN THE ERA OF CLIMATE CHANGE , l’articolo di Simone Bellassai CDR WineLab Specialist pubblicato su Wines&Vines

Scarica l’articolo “Le analisi per il controllo del processo di birrificazione” per approfondire le tematiche legate alle analisi chimiche utili a implementare un controllo del processo di produzione della birra efficace per ottenere una birra artigianale priva di difetti e standard produttivi elevati

L’inizio della stagione era giustamente turbato da una previsione di produttività ridotta: la previsione è stata rispettata. In particolare in alcune regioni del centro Italia la produttività è stata molto scarsa, mentre a livello nazionale la produzione è risultata sotto la media, ma ha registrato un incremento rispetto alla campagna olearia precedente. E per quanto riguarda la qualità?

All’inizione della stagione olearia 2017 sono state previste una bassa produttività e alta qualità dell’olio. Nei laboratori chimici di CDR abbiamo iniziato ad analizzare i campioni di olio della stagione 2017. Vediamo i primi risultati delle analisi dell’olio. Le previsioni sono state rispettate?

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