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La dott. agronoma Biondi Bartolini, in collaborazione con CDR srl e Parsec srl, ha realizzato un progetto sperimentale per verificare la possibilità che determinati parametri chimici, che caratterizzano il contenuto polifenolico di un vino rosso, possano essere utilizzati per gestire al meglio il processo di micro-ossigenazione. La prova sperimentale è stata eseguita in collaborazione con la cantina Marchesi Mazzei di Castellina in Chianti. Per sapere di più sul progetto, sulle prove effettuate e sui risultati ottenuti scarica l’articolo “Micro-ossigenazione, una sperimentazione per testare l’approccio multiparametrico e un sistema di supporto alle decisioni”

Ottenere la massima concentrazione di polifenoli nell’uva è uno degli obiettivi agronomici principali che influisce positivamente su tutto il decorso della vinificazione dei vini rossi dando all’enologo la possibilità di ottenere un vino di qualità sicuramente più elevata.

Come evolve la concentrazione dei composti fenolici durante la maturazione? Come si determina la maturità fenolica? Scarica l’articolo per comprendere i fenomeni che regolano la maturità fenolica e i metodi più efficaci per determinarla.

Microssigenazione e macerazione sono due fasi molto importanti della vinificazione che influenzano la stabilità e la qualità del vino.Entrambi i processi sono legati al contenuto e alle caratteratteristiche dei polifenoli presenti nel vino. Monitorare l’evoluzione di questi composti nel tempo è uno strumento fondamentale nelle mani dell’enologo per gestire al meglio la vinificazione e garantire la qualità del prodotto finito.

Scarica l’articolo “Gestire al meglio la macerazione e la microssigenazione nel processo di vinificazione” per scoprire quali siano i metodi più efficaci per monitorare i parametri che influenzano questi processi e effettuare gli interventi i necessari a ottenere un prodotto stabile e di qualità.

Quando termina la fermentazione?

Quanto zucchero è necessario aggiungere nella fase di priming?

I ricercatori del laboratorio chimico di CDR “Francesco Bonicolini” hanno condotto uno studio sulla produzione della birra con l’obiettivo di:

• comprendere quale sia il metodo migliore per determinare la conclusione del processo di fermentazione
• determinare la concentrazione residua di zuccheri in modo da evitare problemi nella fase di priming.

A questo scopo sono state studiate la evoluzione degli zuccheri fermentescibili e la variazione della densità del mosto durante la fermentazione.

Il riutilizzo dei lieviti richiede un’attenzione particolare per l’efficienza delle cellule recuperate, al fine di accertare la quantità di sedimento necessaria per ottenere una fermentazione adeguata al tipo di birra che si desidera produrre.
Per questo è necessario determinare il numero di cellule vive nel sedimento di lievito disponibile per il riutilizzo, ma non è abbastanza.
È importante valutare il lievito recuperato in termini di VITALITÀ.
L’analisi della vitalità indica la salute delle cellule di lievito, permettendoci di accertare fino a che punto le cellule sono in grado di nutrirsi e riprodursi in modo che la fermentazione alcolica possa avvenire.
Scopri di più sulla vitalità del lievito e quali sono i metodi per determinarla.

Scarica l’articolo “Le analisi per il controllo del processo di birrificazione” per approfondire le tematiche legate alle analisi chimiche utili a implementare un controllo del processo di produzione della birra efficace per ottenere una birra artigianale priva di difetti e standard produttivi elevati

Allestire un laboratorio per il controllo di qualità in cantina è un fattore determinante per la qualità del vino? Quali sono le difficoltà che si possono incontrare nell’effettuare il controllo di qualità in cantina? Quali sono le soluzioni che rendono semplice il controllo della vinificazione? Per approfondire queste tematiche scarica l’articolo IL CONTROLLO COMPLETO DELLA VINIFICAZIONE IN UN UNICO STRUMENTO D’ANALISI.

Come è noto, a causa del global warming, stiamo assistendo a condizioni climatiche sempre più avverse e estreme. L’innalzamento delle temperature medie sta infatti determinando un aumento della frequenza di annate calde e siccitose alternate a annate piovose e fresche. In condizioni climatiche estreme oltre alle consuete analisi di zuccheri, acidità totale, pH e acido acetico, l’azoto prontamente assimilabile (APA) e l’acido gluconico costituiscono parametri fondamentali, a disposizione dell’enologo, per gestire al meglio il processo fermentativo, base di partenza imprescindibile per l’ottenimento di un vino di qualità.
Cosa sono l’azoto prontamente assimilabile e l’acido gluconico? Come queste analisi possono influire sulla fermentazione alcolica? Per un approfondimento su questi importanti temi potete scaricare l’articolo: LA VINIFICAZIONE NELL’ERA DEL GLOBAL WARMING

Quali sono i metodi normalmente usati per l’analisi degli zuccheri del vino? Quali sono le loro problematiche principali? Quali sono le differenze tra questi metodi? un confronto tra metodo enzimatico, cromatografico e titolazione delle sostanza riducenti (metodo Fehling)

Uno dei principali processi che influenza la stabilità biologica e organolettica del vino è la fermentazione malolattica, detta anche fermentazione secondaria. Attraverso questo processo, il vino perde acidità, guadagna in morbidezza e viene caratterizzato da aromi più complessi e maturi. Ecco alcuni concetti importanti per capire e controllare la fermentazione malolattica

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