Scarica l'articolo "Gestire al meglio la macerazione e la microssigenazione nel processo di vinificazione"

Microssigenazione e macerazione sono due fasi molto importanti della vinificazione che influenzano la stabilità e la qualità del vino.Entrambi i processi sono legati al contenuto e alle caratteratteristiche dei polifenoli presenti nel vino. Monitorare l’evoluzione di questi composti nel tempo è uno strumento fondamentale nelle mani dell’enologo per gestire al meglio la vinificazione e garantire la qualità del prodotto finito.

Scarica l’articolo “Gestire al meglio la macerazione e la microssigenazione nel processo di vinificazione” per scoprire quali siano i metodi più efficaci per monitorare i parametri che influenzano questi processi e effettuare gli interventi i necessari a ottenere un prodotto stabile e di qualità.

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Scarica l'articolo "L’evoluzione degli zuccheri e della densità del mosto durante la fermentazione della birra"

Quando termina la fermentazione?

Quanto zucchero è necessario aggiungere nella fase di priming?

I ricercatori del laboratorio chimico di CDR “Francesco Bonicolini” hanno condotto uno studio sulla produzione della birra con l’obiettivo di:

• comprendere quale sia il metodo migliore per determinare la conclusione del processo di fermentazione
• determinare la concentrazione residua di zuccheri in modo da evitare problemi nella fase di priming.

A questo scopo sono state studiate la evoluzione degli zuccheri fermentescibili e la variazione della densità del mosto durante la fermentazione.

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CDR WineLab e sistema Parsec per il controllo della microssigenazione

CDR WineLab® offre una soluzione per il controllo della macerazione durante la fermentazione alcolica e della microssigenazione mettendo a disposizione dell’enologo un pannello completo per l’analisi delle caratteristiche e dell’andamento dei polifenoli.
Impiegando CDR WineLab® in collegamento con il sistema per la gestione della microssigenazione, composto dal software MoxEeasy e dal sistema per l’automatizzazione ed il controllo della cantina SAEn 5000, l’enologo ha a disposizione un potente strumento “integrato” di esecuzione e controllo di questo processo.

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L'importanza di un corretto recupero del lievito Metodi per la determinazione della quantità di cellule vive (Viability) e della loro vitalità (Vitality)

Il riutilizzo dei lieviti richiede un’attenzione particolare per l’efficienza delle cellule recuperate, al fine di accertare la quantità di sedimento necessaria per ottenere una fermentazione adeguata al tipo di birra che si desidera produrre.
Per questo è necessario determinare il numero di cellule vive nel sedimento di lievito disponibile per il riutilizzo, ma non è abbastanza.
È importante valutare il lievito recuperato in termini di VITALITÀ.
L’analisi della vitalità indica la salute delle cellule di lievito, permettendoci di accertare fino a che punto le cellule sono in grado di nutrirsi e riprodursi in modo che la fermentazione alcolica possa avvenire.
Scopri di più sulla vitalità del lievito e quali sono i metodi per determinarla.

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L'articolo WINEMAKING IN THE ERA OF CLIMATE CHANGE of Simone Bellassai, CDR WIneLab specialist, pubblicato su Wines&vines

In che modo la determinazione dell’azoto prontamente assimilabile e dell’acido gluconico influisce sulla fermentazione alcolica nel processo di vinificazione?
Per informazioni approfondite su questo tema importante, clicca e leggi WINEMAKING IN THE ERA OF CLIMATE CHANGE , l’articolo di Simone Bellassai CDR WineLab Specialist pubblicato su Wines&Vines

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Il controllo completo della vinificazione in un unico strumento d'analisi

Allestire un laboratorio per il controllo di qualità in cantina è un fattore determinante per la qualità del vino? Quali sono le difficoltà che si possono incontrare nell’effettuare il controllo di qualità in cantina? Quali sono le soluzioni che rendono semplice il controllo della vinificazione? Per approfondire queste tematiche scarica l’articolo IL CONTROLLO COMPLETO DELLA VINIFICAZIONE IN UN UNICO STRUMENTO D’ANALISI.

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Le analisi di Azoto Prontamente Assimilabile e acido gluconico per una gestione ottimale della fermentazione alcolica.

Come è noto, a causa del global warming, stiamo assistendo a condizioni climatiche sempre più avverse e estreme. L’innalzamento delle temperature medie sta infatti determinando un aumento della frequenza di annate calde e siccitose alternate a annate piovose e fresche. In condizioni climatiche estreme oltre alle consuete analisi di zuccheri, acidità totale, pH e acido acetico, l’azoto prontamente assimilabile (APA) e l’acido gluconico costituiscono parametri fondamentali, a disposizione dell’enologo, per gestire al meglio il processo fermentativo, base di partenza imprescindibile per l’ottenimento di un vino di qualità.
Cosa sono l’azoto prontamente assimilabile e l’acido gluconico? Come queste analisi possono influire sulla fermentazione alcolica? Per un approfondimento su questi importanti temi potete scaricare l’articolo: LA VINIFICAZIONE NELL’ERA DEL GLOBAL WARMING

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anaisi del mosto in vendemmia

Le caratteristiche di un vino nascono dal mosto che lo ha generato. Il suo controllo analitico in fase pre-fermentativa è un requisito essenziale per l’ottenimento di un vino di qualità. Acidità totale, pH, Zuccheri, acidità volatile sono solo alcuni esempi di analisi che permettono un accurato controllo analitico del mosto, prima e durante la fermentazione alcolica. Queste analisi potrebbero non bastare ad ottenere un vino di qualità in caso di vendemmie in condizioni metereologiche particolarmente calde e secche o fresche e piovose. In annate particolari è fondamentale poter determinare in modo semplice e veloce anche acido gluconico, APA e acido malico. Vediamo quando

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Analisi Zuccheri Fermentescibili nel vino

L’avvicinarsi della fine della fermentazione alcolica è una parte molto importante del processo di vinificazione ed è proprio in questa fase che l’analisi del contenuto zuccherino risulta di particolare rilevanza per il prosieguo di tale processo. CDR ha reso disponibile un nuovo test degli zuccheri fermentescibili con il quale è possibile determinare, oltre al valore del glucosio e fruttosio anche quello del saccarosio, utile in caso di “Zuccheraggio”.

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