Precisione nel birrificio: Migliorare la qualità artigianale attraverso semplici analisi chimiche

Per un mastro birraio, la pinta perfetta è un delicato equilibrio di scienza e anima. Tuttavia, affidarsi esclusivamente ai metodi tradizionali per gestire i profili di luppolo e l'amaro può spesso portare a inefficienze nascoste e a perdere opportunità di eccellenza aromatica.

Mantenere una reputazione mondiale per l'innovazione non richiede solo un buon palato, ma anche una chiara comprensione delle trasformazioni chimiche che avvengono all'interno del rame e del contenitore di fermentazione in ogni fase del processo.

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Le sottili sfide del processo di hopping

Anche i birrai più esperti devono affrontare notevoli ostacoli tecnici nella gestione delle birre luppolate:

  • La soggettività del gusto: Tradizionalmente, l'amaro viene spesso monitorato in base all'aroma e al sapore piuttosto che all'analisi oggettiva, il che può portare a incongruenze tra i lotti.
  • L'amaro che "scompare": Senza una misurazione precisa, è difficile identificare se una specifica aggiunta di luppolo contribuisce effettivamente all'IBU finale o se viene eliminata dal lievito durante la fermentazione.
  • Aroma vs. amaro: Trovare il giusto equilibrio significa spesso rischiare che gli oli di luppolo "salgano sul camino" durante la bollitura invece di rimanere nel bicchiere.
  • La complessità dei laboratori tradizionali: Molti metodi analitici sono lenti e comportano l'uso di reagenti pericolosi, il che li rende difficili da integrare in un programma di produzione della birra molto fitto.

CDR BeerLab® contro i metodi tradizionali: In sintesi

Per aiutarvi a valutare la soluzione migliore per il vostro birrificio, ecco come il sistema CDR BeerLab® semplifica l'analisi dell'amaro (IBU) rispetto ai metodi di riferimento standard:

CaratteristicaMetodo di riferimento standardCDR BeerLab
Facilità d'usoRichiede un background di laboratorio specializzatoSemplice, non è necessario un background di laboratorio
SicurezzaUtilizza reagenti pericolosiReagenti sicuri e non tossici
VelocitàLenta, spesso richiede laboratori esterniRisultati rapidi per il controllo in tempo reale
ApplicazioneSpesso limitata alla birra finitaApplicabile in ogni fase della produzione di birra

Successo nel mondo reale: Lo studio del caso Oakham Ales

La teoria è una cosa, ma i risultati in cantina sono quelli che contano. Il nostro distributore britannico, QCL, ha documentato come Oakham Ales abbia integrato il CDR BeerLab® nelle sue operazioni quotidiane per snellire il processo e proteggere la sua reputazione di birra artigianale coerente e di alta qualità.

Come birrificio famoso per le sue birre luppolate, Oakham Ales crea profili di amaro e aroma unici stratificando le aggiunte di luppolo durante il processo di produzione. Il loro complesso regime prevede sei aggiunte distinte: tre nel rame, una nell'hopback, un'infusione di "tè" al luppolo e un'aggiunta finale durante il condizionamento.

Per andare oltre il monitoraggio dell'amaro solo in base all'aroma e al sapore, il birrificio ha implementato un rigoroso protocollo di validazione e test. Analizzando le varie fasi del processo di birrificazione, è stato possibile determinare l'esatto sviluppo dell'amaro e stabilire un preciso utilizzo del luppolo.

Come spiega Stewart Poulter, birraio addetto al controllo qualità di Oakham Ales:
"Per le nostre dimensioni di birrificio, il CDR BeerLab® è uno strumento ideale per il controllo della qualità e del processo. È molto facile da usare, non richiede una formazione di laboratorio e i reagenti non sono tossici, quindi estremamente semplice da inserire in produzione".

L'analisi dell'IBU eseguita da CDR BeerLab® ha rivelato un dato critico: l'amaro della terza aggiunta di luppolo veniva probabilmente rimosso dal lievito durante la fermentazione e non contribuiva al prodotto finale.

Forte di questi dati, Oakham Ales ha ottimizzato il regime di luppolatura, spostando l'attenzione sulle aggiunte successive per ottenere l'amaro richiesto ed estrarre il massimo dell'aroma. Questo cambiamento ha fatto sì che una maggiore quantità di aroma rimanesse nella birra anziché andare persa durante la bollitura, evitando che il sapore andasse letteralmente "su per il camino".

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Conclusioni

In conclusione, l'esperienza di Oakham Ales dimostra che l'integrazione di analisi chimiche precise nel birrificio non deve essere un processo complesso o pericoloso. Adottando il sistema CDR BeerLab®, il birrificio ha trasformato il monitoraggio dell'amaro da una valutazione sensoriale soggettiva a una scienza esatta, ottimizzando ogni fase del regime di luppolatura per garantire che il massimo dell'aroma rimanga nel bicchiere anziché andare perso durante la produzione. Questo approccio non solo elimina le inefficienze del processo e riduce gli sprechi, ma protegge anche il bene più prezioso di un mastro birraio: la qualità, la coerenza e la reputazione del suo marchio.

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Scarica qui lo studio completo del caso QCL Oakham Ales

Siete pronti a vedere i dati e a ottimizzare l'efficienza del vostro birrificio?

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